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GSE

Vendere l'energia in rete:
come funziona il Ritiro Dedicato

Il GSE remunera l'energia immessa in rete dal tuo impianto. Scopri come funziona il contratto RID, chi può accedere e quanto si guadagna.

Wattino mascotte
🗓️ Giugno 2026 📖 Lettura: ~7 min ✍️ A cura di Wattino
Wattino Wattino dice:

Ciao a tutti! Sono Wattino, e oggi parliamo di una cosa che interessa tutti quelli che hanno un impianto fotovoltaico: cosa succede all'energia che non riuscite ad autoconsumare? Finisce in rete — e qualcuno ve la deve pagare. Quel qualcuno, nella maggior parte dei casi, è il GSE tramite il contratto di Ritiro Dedicato (RID). Vi spiego come funziona, quanto paga, come si richiede e cosa è cambiato negli ultimi anni. ☀️

💡 Cos'è il Ritiro Dedicato?

Il Ritiro Dedicato è una modalità semplificata che permette ai produttori di vendere al GSE l'energia elettrica prodotta e immessa in rete, attiva dal 1° gennaio 2008. Il meccanismo funziona così: invece di andare a vendere l'energia direttamente sul mercato libero — cosa che richiederebbe accesso alla borsa elettrica, contratti con trader e una serie di procedure complesse — cedete tutto al GSE, che fa da intermediario e vi riconosce un corrispettivo per ogni kWh immesso.

Il GSE poi rivende quell'energia sul mercato. I costi sostenuti dal GSE per il servizio rientrano nei meccanismi regolati da ARERA e vengono gestiti nell'ambito del sistema tariffario nazionale.

📋 Fonti normative di riferimento

Norma istitutiva: Art. 13, commi 3 e 4, D.Lgs. 29 dicembre 2003, n. 387; comma 41 Legge 23 agosto 2004, n. 239

Modalità operative: Deliberazione ARERA n. 280/07 e Allegato A (attualmente vigente)

Prezzi Minimi Garantiti: Deliberazione ARERA 618/2013/R/efr; aggiornamento 2026 pubblicato il 29 gennaio 2026

🔗 gse.it — Ritiro Dedicato
🔗 arera.it — Ritiro Dedicato e Prezzi Minimi Garantiti

🔄 La grande novità: lo Scambio sul Posto è chiuso

Se seguite il mondo del fotovoltaico da qualche anno, avrete sentito parlare dello Scambio sul Posto (SSP) — il meccanismo con cui il GSE riconosceva un contributo economico che compensava parte del valore dell'energia scambiata con la rete. Beh, quella storia è finita per i nuovi impianti.

Le nuove convenzioni di Scambio sul Posto sono chiuse. In base alla deliberazione ARERA 78/2025/R/efr, l'ultima data utile per presentare la richiesta al GSE è stata il 26 settembre 2025, e solo per gli impianti entrati in esercizio entro il 29 maggio 2025. Chi installa oggi un impianto fotovoltaico ha come opzione principale il Ritiro Dedicato. Le convenzioni SSP già attive continuano a valere fino alla loro scadenza naturale o disdetta, ma non sono rinnovabili.

Passaggio automatico da SSP a RID (Delibera ARERA 457/2024): le convenzioni SSP che hanno raggiunto i 15 anni di durata non vengono rinnovate. Per garantire la continuità del servizio, il GSE attiva d'ufficio un contratto di Ritiro Dedicato per quegli impianti. Se siete in questa situazione, potreste aver già ricevuto una comunicazione dal GSE.

SSP e RID a confronto: con lo SSP il GSE riconosceva un contributo economico (il cosiddetto Contributo in Conto Scambio) che compensava parte del valore dell'energia scambiata con la rete, sulla base di un meccanismo di valorizzazione specifico. Con il RID invece cedete al GSE l'energia immessa in rete e il GSE la valorizza economicamente riconoscendovi un corrispettivo basato sui prezzi di mercato. Sono due logiche diverse: il confronto economico tra i due meccanismi dipende dalle caratteristiche specifiche dell'impianto, dai consumi, dalla zona di mercato e dal profilo di produzione — non c'è una risposta valida per tutti.

🔗 gse.it — Scambio sul Posto

Wattino

Se avete ancora un contratto SSP attivo e non avete ancora superato i 15 anni, non dovete fare nulla — rimane valido. Ma quando scade, il RID sarà la vostra nuova casa. Meglio capire subito come funziona!

Chi può accedere al RID?

Possono richiedere l'accesso al Ritiro Dedicato i produttori di energia da fonti rinnovabili e non rinnovabili che soddisfano le condizioni previste dalla deliberazione ARERA 280/07. Per il fotovoltaico le condizioni sono molto favorevoli.

☀️

Impianti fotovoltaici

Nessun limite di potenza specifico per l'accesso al RID — il fotovoltaico rientra tra le fonti rinnovabili per cui la delibera ARERA 280/07 non prevede soglie dimensionali.

Altri impianti FER

Potenza inferiore a 10 MVA per le fonti rinnovabili in generale. Potenza qualsiasi per eolico, geotermico, moto ondoso, maremotrice, idraulico ad acqua fluente.

Esclusi dal RID

Impianti incentivati con Tariffa Onnicomprensiva (che include già la componente di vendita dell'energia). Il RID non è compatibile con lo Scambio sul Posto.

Compatibilità con altri incentivi: i ricavi del RID si sommano a quelli degli eventuali meccanismi di incentivazione (come il Conto Energia), a eccezione degli impianti che percepiscono una Tariffa Onnicomprensiva, che per definizione include già la componente di vendita dell'energia.

💶 Quanto paga il GSE? Il meccanismo del prezzo

Qui sta il cuore del RID, e vale la pena capirlo bene. Il corrispettivo che il GSE vi riconosce per ogni kWh immesso in rete segue il Prezzo Zonale Orario che si forma ora per ora sul Mercato del Giorno Prima (MGP). L'Italia è divisa in zone geografiche, e ogni zona ha il suo prezzo di mercato che cambia ogni ora.

Questo significa che il vostro guadagno varia continuamente, a seconda di quando il vostro impianto produce. Non esiste un "prezzo del RID" fisso: è il mercato elettrico a determinarlo.

Prezzo Unico Nazionale (PUN): per gli impianti connessi a reti non interconnesse con il sistema elettrico nazionale (ad esempio alcune isole minori), il prezzo di riferimento non è il prezzo zonale ma il PUN — il Prezzo Unico Nazionale — definito anch'esso nell'ambito del MGP.

🛡️ La rete di sicurezza: i Prezzi Minimi Garantiti

Per proteggere i piccoli produttori dalla volatilità del mercato, ARERA ha introdotto i Prezzi Minimi Garantiti (PMG). È importante capire come funzionano davvero, perché non si tratta di un prezzo minimo applicato ora per ora: i PMG sono una tutela riconosciuta a consuntivo, attraverso un meccanismo di conguaglio annuale. Nella pratica, il beneficio effettivo dipende dall'andamento dei prezzi di mercato dell'anno considerato.

I PMG funzionano come un pavimento sotto i prezzi di mercato. Durante l'anno il GSE vi paga ai prezzi zonali orari — quelli che si formano ora per ora sul mercato. A fine anno, il GSE fa un confronto:

  • Se i prezzi zonali hanno reso più dei PMG → avete già preso il meglio, nessun conguaglio
  • Se i prezzi zonali hanno reso meno dei PMG → il GSE integra la differenza a conguaglio

I PMG intervengono quindi solo quando il mercato paga poco — sono una rete di sicurezza sotto ai prezzi di mercato, non un prezzo fisso.

A chi si applicano i PMG: agli impianti fotovoltaici che accedono alle incentivazioni a carico delle tariffe elettriche, di potenza nominale fino a 100 kW; e agli impianti fotovoltaici di potenza fino a 1 MW che non accedono a quelle incentivazioni, limitatamente ai primi 1.500.000 kWh ritirati annualmente da ciascun impianto.

📋 PMG 2026 — Comunicato ARERA del 29 gennaio 2026

ARERA aggiorna i PMG ogni anno sulla base dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI). Per il 2026, la variazione rilevata è pari a +1,4% rispetto all'anno 2024.

I valori esatti per ciascuna fonte sono pubblicati nella tabella allegata al comunicato ufficiale e nel documento di sintesi del GSE:
🔗 arera.it — Comunicato PMG 2026
🔗 gse.it — Prezzi Minimi Garantiti 2026 (PDF)

Il GSE pubblica inoltre mensilmente i prezzi medi per zona di mercato riconosciuti agli impianti RID:
🔗 gse.it — Documenti Ritiro Dedicato

PMG anche senza RID: tutti gli impianti FER che hanno diritto al ritiro dedicato — eccetto le centrali ibride — possono accedere ai PMG anche se scelgono di vendere la propria energia sul mercato libero tramite un trader o direttamente sui mercati organizzati. In quel caso si stipula una convenzione separata con il GSE: alla fine dell'anno, il GSE calcola la differenza tra quanto i PMG avrebbero garantito e quanto il mercato ha effettivamente pagato. Se il mercato ha pagato meno, il GSE eroga il conguaglio.

Come fa il GSE a sapere quanto avete incassato dal mercato? Non dipende da quello che comunica il trader. Il GSE ha tutti i dati in modo automatico:

  • Quanta energia avete immesso → il contatore bidirezionale del vostro distributore locale trasmette le misure al sistema nazionale, indipendentemente dal contratto di vendita
  • A che prezzo avrebbe dovuto pagarvela il mercato → il GSE gestisce il sistema elettrico e pubblica ogni mese i prezzi zonali orari
  • A fine anno → mette insieme i due dati e, se il mercato ha pagato meno dei PMG, eroga il conguaglio automaticamente
🔗 arera.it — PMG anche senza ritiro dedicato
🔗 arera.it — Comunicato PMG 2026 (art. 7 c. 7.4 Allegato A delibera 280/07)

🧮 Quanto si guadagna davvero? Un esempio orientativo

È la domanda che tutti si fanno. Non posso darvi un numero fisso — il prezzo zonale cambia ogni ora e ogni anno — ma vi do un esempio orientativo per capire l'ordine di grandezza.

Esempio orientativo: impianto fotovoltaico da 6 kW, produzione annua stimata 7.500 kWh, autoconsumo 4.500 kWh, energia immessa in rete 3.000 kWh. Con un prezzo zonale medio annuo nell'ordine di 80-120 €/MWh (valori indicativi, consultate i dati GME aggiornati su mercatoelettrico.org), il ricavo annuo da RID si colloca orientativamente tra 240 e 360 €. Non è la voce principale del risparmio fotovoltaico — quella è l'autoconsumo — ma è un'entrata reale e costante.

Wattino

Con il RID vendete tutta l'energia che immettete in rete. Se autoconsumate molto e immettete poco, i ricavi saranno modesti. Se invece avete un impianto grande o molte ore di immissione (tipico delle imprese o degli impianti a terra), il RID diventa più interessante. Il vero valore del fotovoltaico resta sempre nell'autoconsumo — il RID è la ciliegina sulla torta.

📋 Come si attiva il contratto RID

Il GSE prevede due percorsi di attivazione, a seconda della tipologia di impianto:

1
Modello Unico — per impianti fino a 200 kW su edifici

Per impianti fino a 200 kW installati su tetti di edifici, su strutture fuori terra o nelle relative pertinenze, la richiesta di accesso al RID avviene contestualmente alla domanda di connessione alla rete. È il gestore di rete (il distributore locale) a trasmettere al GSE i dati necessari. Il contratto RID entra in vigore dalla data di effettiva connessione, senza bisogno di accedere al portale GSE.

2
Portale GSE — per tutti gli altri impianti

Per gli impianti che non rientrano nel Modello Unico, la richiesta va presentata tramite l'Area Clienti del GSE (areaclienti.gse.it), accessibile con SPID o CIE. Il GSE indica come termine di riferimento per la presentazione i 60 giorni dalla data di entrata in esercizio dell'impianto — una richiesta tardiva non comporta necessariamente la perdita del diritto, ma può avere effetti sulla decorrenza economica del contratto.

Durata, rinnovo e pagamenti: il contratto RID ha durata annuale solare ed è tacitamente rinnovabile. È possibile recedere in qualsiasi momento con almeno 60 giorni di preavviso. I pagamenti avvengono con cadenza mensile tramite bonifico sull'IBAN comunicato al GSE in fase di attivazione. A fine anno il GSE elabora un conguaglio basato sui dati definitivi di produzione e sui prezzi effettivi di mercato. Per la gestione del contratto dopo l'attivazione, il GSE mette a disposizione una guida dedicata:
🔗 gse.it — Guida post attivazione contratto RID

Caso speciale — Superbonus 110%: gli impianti realizzati con il Superbonus 110% (art. 119, D.L. 34/2020) sono tenuti a stipulare un contratto RID con il GSE ai sensi della deliberazione ARERA 581/2020. Il contratto ha una durata iniziale di 5 anni dalla data di entrata in esercizio, poi si rinnova tacitamente ogni anno. In questo caso il GSE ritira l'energia e la valorizza secondo le normali regole del RID, riconoscendo il corrispettivo al produttore; la specifica dell'incentivo Superbonus riguarda l'obbligo di stipula, non la remunerazione dell'energia.

🏘️ RID e Comunità Energetiche Rinnovabili

Se avete un impianto fotovoltaico e partecipate (o volete partecipare) a una Comunità Energetica Rinnovabile, la buona notizia è che RID e CER non si escludono — i benefici si sommano.

Il punto chiave da capire è che l'energia "condivisa" in una CER non è una quota fisica separata dall'energia immessa in rete. È un calcolo virtuale: il GSE calcola ogni ora il valore minimo tra l'energia immessa dai produttori e quella prelevata contemporaneamente dai consumatori della CER nella stessa cabina primaria. Su quella quota condivisa si applica la tariffa premio CER, che è un incentivo aggiuntivo rispetto al RID.

Esempio pratico: alle ore 12:00 il tuo impianto immette 5 kWh in rete e i consumatori della CER ne prelevano 3 nello stesso momento.

RID: il GSE valorizza l'energia immessa in rete
Tariffa premio CER: viene riconosciuto l'incentivo sui 3 kWh condivisi

Stare in una CER non ti fa perdere il RID: ti aggiunge un incentivo in più sulla quota condivisa.

📋 La base normativa — Decreto CACER art. 4

Il cumulo è previsto espressamente dalla legge, in due commi distinti dello stesso articolo:

  • comma 1: alla quota di energia condivisa è attribuita la tariffa premio
  • comma 2: "l'intera energia prodotta e immessa in rete resta nella disponibilità del produttore, con facoltà di cessione al GSE" — cioè il RID (art. 13 c. 3 del D.Lgs. 387/2003)

🔗 gse.it — Corrispettivi e tariffa CER
🔗 mase.gov.it — Decreto CACER (DM 414/2023)

La gestione concreta dipende dalla tua CER: a seconda di come è organizzata la comunità (chi è il soggetto referente, come sono strutturati i mandati, come avviene la ripartizione), i flussi economici di RID e tariffa premio possono essere gestiti in modi diversi. Per capire come funziona nella tua situazione specifica, il punto di riferimento è il GSE o il referente della tua CER.

🔗 assistenza.clienti.gse.it

📊 Riepilogo in una tabella

Caratteristica Dettaglio
Attivo dal 1° gennaio 2008
Norma istitutiva Art. 13 D.Lgs. 387/2003; L. 239/2004, comma 41
Modalità operative Deliberazione ARERA n. 280/07 e Allegato A
Chi gestisce il contratto GSE — Gestore dei Servizi Energetici
FV: limite di potenza ✔ Nessun limite specifico — delibera ARERA 280/07
Prezzo riconosciuto Prezzo Zonale Orario (MGP) o PUN per reti non interconnesse
Prezzi Minimi Garantiti Sì — conguaglio annuale a consuntivo. FV fino a 100 kW (con incentivi) e fino a 1 MW (senza), sui primi 1.500.000 kWh/anno. Valori 2026: tabella ARERA del 29/1/2026
Frequenza pagamenti Mensile, tramite bonifico su IBAN comunicato al GSE
Durata contratto Annuale solare, tacito rinnovo
Disdetta In qualsiasi momento con 60 giorni di preavviso
Attivazione Modello Unico Automatica tramite distributore — impianti ≤200 kW su edifici
Attivazione portale Termine di riferimento: 60 giorni dall'entrata in esercizio — areaclienti.gse.it
Compatibile con incentivi ✔ Sì — tranne Tariffa Onnicomprensiva
Compatibile con SSP ✖ No — i due meccanismi sono alternativi
Nuove convenzioni SSP ✖ Chiuse — ultime richieste entro il 26/09/2025 (impianti in esercizio entro il 29/05/2025)
Wattino

Per qualsiasi dubbio sul vostro contratto RID — pagamenti, IBAN, disdetta, cambio di titolarità — tutto passa dall'Area Clienti su areaclienti.gse.it. È il vostro punto di riferimento principale. ☀️

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